Marina Abramovic: Estasi in The Kitchen [NEWS]

Marina Abramovic torna a Milano, alla Biblioteca Ambrosiana, con “Estasi”, una video performance di grande effetto, che siamo sicure non vi lascerà indifferenti!

MARINA ABRAMOVIC. ESTASI: fino al 31 dicembre, presso la sala Sottofedericiana della Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana

Il percorso è strutturato in 3 fasi, durante le quali lo spettatore assiste a 3 video: Vanitas, Carrying the Milk e Levitation. I video documentano tre performance tenute nel 2009 nelle cucine di un convento spagnolo, in omaggio a Santa Teresa d’Avila, mistica spagnola, fondatrice dell’ordine carmelitano. 

Il nome originale del ciclo è “The Kitchen. Homage to Saint Therese” ed è per la prima volta presentato in Italia. 

Vanitas

Inizia così il cammino allestito dall’architetto Martina Valcamonica. Nel primo video, un cranio (non vero, ricostruito in ceramica) è al centro della scena. E’ un memento mori e ricorda la caducità della vita umana. L’opera stessa è destinata, a sua volta, a essere semplicemente “un correre dietro al vento” (dal Qoèlet, il testo biblico). E questo correre brioso, a tratti impetuoso, è l’inesorabile avanzare del tempo. Una danza allegorica si perpetua: le mani di Marina Abramovic si muovono in modo ipnotico intorno al teschio, e la finitudine ci introduce all’estasi.

Marina Abramovic: Estasi in The Kitchen

 Carrying the Milk 

Nel secondo video, l’intensità sale ancora di più. Davanti ad una finestra, al centro dell’obiettivo, si staglia l’austera figura di Marina Abramovic. Indossa un abito monacale che richiama quello di Santa Teresa d’Avila. L’artista tiene in mano un pentolino pieno di latte fino all’orlo. Con gli occhi chiusi, resta immobile in uno stato di profonda meditazione. E’ un’immagine che trasmette la pace e la calma claustrale, fino a quando le oscillazioni del corpo, fanno fuoriuscire il latte. Le perturbazioni dell’animo creano questo movimento, una specie di onda che si trasmette dall’interiorità all’esterno. Sono i “terremoti interiori” di cui parla Santa Teresa. 

Marina Abramovic: Estasi in The Kitchen

Levitation

Terzo video, climax dell’opera: la Abramovic è adesso sospesa a mezz’aria, in posizione estatica, con le braccia spalancate, quasi un rimando alla crocifissione. Il culmine del misticismo di Santa Teresa è proprio il momento dell’esperienza della levitazione, da lei stessa raccontato nella sua Autobiografia. Spesso questi momenti di sollevamento avvenivano nelle cucine del suo convento, davanti alle sue consorelle. Qui, con un sorprendente effetto scenico, magistralmente reso in post produzione, Marina Abramovic ricostruisce in modo esemplare l’atmosfera contemplativa. 

L’intera video performance trasmette forti vibrazioni, proprie dell’energia misteriosa dell’esperienza mistica. Molto azzeccata anche la decisione dei curatori di far concludere il percorso nella meravigliosa Cripta di San Sepolcro (che meriterebbe un post a parte!).

Marina Abramovic: Estasi in The Kitchen

 

Cripta di San Sepolcro 

Questo spazio, infatti, rappresenta il “centro del centro” di Milano, perché si trova sull’antico incrocio tra il Cardo e il Decumano della mediolanum romana. Ed è proprio qui che si respira quel vento di storia che non ha mai smesso di soffiare sulle cose e sulle persone. In questo luogo si percepisce un’intensità spirituale e un forte magnetismo indescrivibili a parole. Si instaura così un dialogo profondo tra arte contemporanea e arte del passato. 

L’esposizione è curata da Casa Testori che commenta così il finale del “cammino”: 

L’energia spirituale che Marina Abramović libera nei tre video, ambientati nelle grandi e suggestive cucine di un ex convento spagnolo, trova così una naturale continuità nelle sensazioni che trasmette l’“immersione” nella Cripta, riportata a splendore da un recentissimo restauro.

Marina Abramovic: Estasi in The Kitchen

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